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sabato 15 dicembre 2018
Editoria napoletana del secolo XVIII - Banche Dati

Gli studi sul libro antico negli ultimi anni si sono concentrati – giustamente – sulla produzione del XV, XVI e XVII secolo. Una eccezione è il repertorio CLIO sulla produzione del XIX secolo. E’ giunto il momento di passare al secolo dei lumi. L’idea di raccogliere sistematicamente la produzione editoriale napoletana del ‘700 è già vecchia di qualche anno. A detta di molti esperti Napoli era la terza piazza per importanza nell'industria editoriale del XVIII secolo. La precedevano, per varie ragioni, Venezia e Roma. Nonostante alterne e spesso poco felici vicende politiche (viceregno spagnolo, poi austriaco, poi regno delle due Sicilie solo formalmente autonomo), una censura miope e una tassazione spesso vessatoria, le imprese tipografiche a Napoli erano numerose e alcune anche di spessore (Mosca, Bulifon, Stasi, De Simone, etc. ). Anche la vita intellettuale, di cui il libro è il prodotto concreto, era non certo paragonabile a quella francese, ma viva. Vico, Galiani, Genovesi, Filangieri, ma anche figure poco studiate come Matteo Egizio o Gian Vincenzo Gravina animarono i circoli e i salotti napoletani. Certo è che Napoli era nota in tutta Europa per il diritto, la musica e il teatro.

La banca dati che qui mettiamo a disposizione dei nostri utenti è curata da Arturo Santorio ed è composta da più di 3500 titoli. Certamente è solo una piccola parte delle pubblicazioni napoletane, ma con la collaborazione e le segnalazioni di tutti speriamo di ampliarla in breve tempo.

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